La Tshirt è il comunissimo e versatile capo d’abbigliamento indossato ormai da chiunque, in maniera trasversale, da piccoli e adulti, da tipi sportivi o tipi eleganti, poiché riesce ad accontentare i gusti e le esigenze di ognuno. Il nome deriva dalla “T” che è formata dal classico busto dritto e dalle maniche corte. Con il suo “girocollo”, la t-shirt è comunemente fatta con tessuti leggeri ed è molto semplice da lavare. Ma qual è la storia della maglietta? Quali sono stati i suoi predecessori? Non è semplice ricostruire un ordinato albero genealogico dell’abbigliamento in generale nel corso dei secoli, poiché non sono molti i documenti tramandati riguardanti quest’aspetto storico-antropologico della vita, un aspetto certamente molto curioso, per scoprire il quale bisogna scavare nelle immagini, nelle curiosità e nelle abitudini di una data epoca storica.

Sappiamo che già nell’antichità, ad esempio ai tempi degli Etruschi o nel Rinascimento, si avevano esempi di indumenti analoghi seppur con maniche di varia lunghezza. È però dal XVIII secolo che si ha la diffusione della attuale t-shirt, usata allora come indumento intimo e successivamente come capo da lavoro, grazie alla sua comodità e alla presenza del girocollo, o meglio alla mancanza del colletto, che sino ad allora era contrassegno di eleganza. Nel XIX secolo, i marinai indossavano una variante molto vicina al modello odierno di t-shirt, caratterizzata dalle tipiche strisce orizzontali.

L’esercito USA

Una svolta importantissima nella storia della Tshirt fu data negli anni quaranta del Novecento, durante la Seconda Guerra Mondiale, allorché l’esercito statunitense adottò la t-shirt come un capo della divisa per i propri uomini. In questo modo, la maglietta a girocollo trovò una larga diffusione anche in Europa.

Ma è ancora successivamente, negli anni Cinquanta dello scorso secolo, che la t-shirt diventa, da capo di abbigliamento intimo o per il lavoro, un indumento d’abbigliamento a tutti gli effetti, da indossare comunemente e per le più svariate occasioni. In questi anni la moda statunitense si consolida e si diffonde in tutto il mondo, soprattutto grazie alla vera e propria esplosione del cinema. Insieme ai jeans, la classica t-shirt bianca, indossata da attori che diverranno celebri, trovò così il suo primo vero trampolino di lancio, così entrando definitivamente nella moda contemporanea. Dalla fine degli anni settanta, le magliette ormai diffusissime ma fino ad allora soltanto bianche, iniziarono a prendere colore. 

Gli anni 80 decretano il successo della Tshirt

Dagli anni Ottanta, in un crescendo che è tutt’oggi in corso, la Tshirt si impone non solo in quanto diffusissimo indumento, ma anche in quanto oggetto creativo e veicolo comunicativo, reso tale da disegni o scritte che lo personalizzano al massimo livello. Si possono così lanciare, più o meno indirettamente, messaggi di ogni sorta: messaggi sarcastici, politici, pubblicitari, o semplicemente stampe che fanno di una maglia un souvenir…Tutto ciò viene sagacemente sintetizzato nella azzeccatissima e modernissima definizione di t-shirt suggerita da Claudio Spuri nel suo libro: “Il tatuaggio di stoffa”.

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